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Dolori alle braccia e gomito del tennista: quali sono le cause e quali sono i rimedi?

Il braccio umano è composto da 30 muscoli e più di una dozzina di articolazioni – eppure spesso basta un solo movimento sbagliato per provocare dolore. Le nostre braccia sono capolavori di agilità: scriviamo, afferriamo, solleviamo, digitiamo, avvitiamo e...

Michael Roedeske

Michael Roedeske

Proprietario di "Il mondo delle poltrone da massaggio"

Ultimo aggiornamento:

Una donna fa esercizi di stretching per il gomito del tennista

Il braccio umano è composto da 30 muscoli e da più di una dozzina di articolazioni, eppure spesso basta un solo movimento sbagliato per provocare dolore.

Le nostre braccia sono capolavori di agilità: scriviamo, afferriamo oggetti, solleviamo pesi, digitiamo, avvitiamo, spesso per ore e ore senza pause. Non c’è da stupirsi, quindi, che proprio nella zona del gomito si verifichino spesso sovraccarichi. Un esempio ben noto: il cosiddetto gomito del tennista. Ma questa patologia non colpisce affatto solo gli sportivi. 

Qui potrete scoprire cosa si nasconde dietro questi disturbi, chi è particolarmente a rischio e cosa potete fare voi stessi per prevenire o alleviare il dolore alle braccia. 


Un consiglio di lettura per iniziare: Dalla testa ai piedi: ecco come i massaggi possono aiutare


Ma cominciamo dalle basi:

Che cos’è il gomito del tennista (epicondilite laterale)?

Proprio perché le nostre braccia sono così mobili e resistenti, i disturbi che le affliggono spesso si notano solo quando determinati movimenti iniziano improvvisamente a provocare dolore o non sono più possibili. Particolarmente frequente è il dolore nella parte esterna del gomito. Molte persone colpite riferiscono di una fitta lancinante quando afferrano, sollevano o ruotano oggetti. Anche gesti quotidiani come portare una borsa della spesa o aprire un tappo a vite possono diventare un vero tormento.

In molti casi, alla base di questi sintomi c’è il cosiddetto gomito del tennista, noto in termini medici come epicondilite laterale dell’omero . Si tratta di una reazione dolorosa da sovraccarico nella zona esterna del gomito. È interessato principalmente l’inserzione tendinea dei muscoli estensori dell’avambraccio, solitamente il muscolo estensore radiale breve del carpo.

I disturbi sono causati da ripetute microlesioni in questo punto di inserzione del tendine – una cosiddetta tendopatia da inserzione. Queste microlesioni provocano stati di irritazione infiammatoria che possono manifestarsi sia sotto sforzo che a riposo.

Contrariamente a quanto suggerisce il nome, questa malattia ha però ben poco a che vedere con il tennis: la maggior parte dei pazienti non ha mai impugnato una racchetta. Si tratta invece di i movimenti quotidiani e monotoni, ad esempio sulla tastiera del computer, durante lavori manuali o nelle faccende domestiche, che hanno reso il gomito del tennista una vera e propria malattia diffusa dei nostri tempi.


Cause comuni del dolore al braccio – oltre al gomito del tennista

Naturalmente, il “gomito del tennista” è una causa frequente di disturbi nella zona del gomito, ma il dolore al braccio può avere molte cause possibili e derivare da origini molto diverse. A seconda di dove si manifesta il dolore (spalla, braccio, gomito, avambraccio o mano), quando si presenta (durante il movimento, a riposo, di notte) e come si manifesta (lancinante, sordo, tirante, bruciante), possono essere prese in considerazione cause molto diverse.

Per aiutarvi a capire meglio quali possono essere le cause del dolore al braccio, ecco i fattori scatenanti più comuni, spiegati e classificati:


Tensioni muscolari o lesioni muscolari

Spesso non sono affatto le articolazioni o i nervi a causare il dolore, bensì semplicemente muscoli contratti o sovraccarichi. Stare seduti troppo a lungo, assumere posture scorrette o sottoporsi a sforzi intensi durante l’attività sportiva possono causare tensioni persistenti, soprattutto nella zona delle spalle e del collo, che poi si irradiano al braccio. 

Anche le piccole lesioni muscolari (ad esempio dovute a stiramenti o microtraumi durante l’allenamento) provocano dolore. Sintomi tipici: dolore lancinante, sensibilità alla pressione e, talvolta, una sensazione di indolenzimento muscolare.


Infiammazioni dei tendini o delle guaine tendinee

Se un tendine viene sottoposto a uno sforzo eccessivo, può insorgere una tendinite dolorosa (infiammazione del tendine) o una tendovaginite (infiammazione della guaina tendinea), spesso a livello del polso, del gomito o della spalla. 

Questi disturbi si manifestano soprattutto durante attività monotone come digitare sulla tastiera, avvitare, scrivere o svolgere lavori manuali. Il tendine diventa caldo, si ingrossa e risulta estremamente sensibile alla pressione e al movimento. Nei casi più gravi, il movimento è quasi impossibile.


Usura delle articolazioni (artrosi), artrite

Le alterazioni degenerative, come quelle che si verificano nell’artrosi, colpiscono spesso la spalla, il gomito o il polso. In questi casi, la cartilagine articolare si consuma progressivamente, causando dolore, rigidità e limitazioni di movimento. Le malattie infiammatorie come l’artrite (ad es. l’artrite reumatoide) sono inoltre accompagnate da gonfiore, arrossamento e un senso generale di malessere. È tipico anche il cosiddetto «dolore da riposo», ovvero il dolore che insorge dopo periodi di inattività.

 

Ernia del disco nella colonna cervicale (HWS)

Anche se il dolore si manifesta al braccio, la causa potrebbe risiedere nel collo. Un’ernia discale nella colonna cervicale può esercitare pressione sulle radici nervose responsabili dell’innervazione della spalla, del braccio e della mano. 

La conseguenza: dolori irradiati, formicolio, sensazione di intorpidimento o addirittura perdita di forza nel braccio. Spesso i disturbi si intensificano in determinate posizioni della testa o in caso di sforzo.


Sindrome del tunnel carpale e altre sindromi da compressione nervosa

Nella sindrome del tunnel carpale, il nervo mediano subisce una compressione a livello del polso, solitamente a causa di sollecitazioni ripetute o di uno spazio anatomico ristretto. Le persone affette avvertono formicolio, intorpidimento o dolore alla mano (in particolare al pollice, all’indice e al medio), spesso durante la notte. Anche altre compressioni nervose – ad esempio a livello del gomito (sindrome del solco ulnare) – possono causare dolore o alterazioni della sensibilità al braccio.


Disturbi circolatori o trombosi

Se il braccio si gonfia improvvisamente, risulta freddo al tatto, cambia colore o presenta un dolore sordo, la causa potrebbe essere un disturbo circolatorio o addirittura una trombosi – una pericolosa patologia vascolare in cui un coagulo di sangue blocca la circolazione. È necessario consultare urgentemente un medico per chiarire questa causa, poiché in casi estremi può verificarsi un’embolia polmonare o un danno ai tessuti.


Sovraccarico dovuto a movimenti ripetitivi e monotoni (“sindrome del mouse”)

Soprattutto nelle persone che lavorano molto al computer, si verificano spesso irritazioni dei muscoli e dei tendini causate da piccoli movimenti ripetuti, come il cliccare e lo scorrere con il mouse. 

Il cosiddetto “braccio da mouse” o sindrome RSI (Repetitive Strain Injury) è un tipico esempio di disturbi da sforzo moderni. Si manifesta con dolore, rigidità o formicolio, che spesso hanno origine nella mano e si irradiano fino al gomito o alla spalla.


Lesioni o fratture causate da incidenti

Non da ultimo, anche eventi improvvisi come cadute, colpi o incidenti possono causare contusioni, stiramenti, lussazioni o addirittura fratture. Una frattura ossea non è sempre immediatamente visibile; a volte si manifestano solo gonfiore, ematomi e impossibilità di muovere l’arto. Se il dolore è molto forte o si manifesta dopo una caduta, è indispensabile consultare un medico.


Attenzione in caso di dolori improvvisi al braccio sinistro!

Un caso particolare, ma estremamente importante, soprattutto negli uomini, è il dolore improvviso al braccio sinistro, in particolare se accompagnato da senso di oppressione al petto, difficoltà respiratorie, nausea o sudore freddo. Ciò può indicare un infarto, un’emergenza medica assoluta. In questo caso è necessario chiamare immediatamente il numero di emergenza (112) e prestare i primi soccorsi.


Chi è particolarmente a rischio?

I dolori alle braccia, in particolare quelli causati da un sovraccarico, non colpiscono solo gli atleti di alto livello o chi svolge professioni fisicamente impegnative. In realtà, molte delle persone colpite appartengono a categorie professionali o alla vita quotidiana che sottopongono le braccia a uno sforzo apparentemente “innocuo”, ma costante e unilaterale.

 

Lavoratori in ufficio o in telelavoro

Chi lavora ogni giorno per ore al computer, digitando, cliccando, scorrendo la pagina o telefonando, sottopone spesso i muscoli delle braccia e delle mani a uno sforzo unilaterale e ripetitivo. Una scarsa ergonomia, posture scorrette e la mancanza di pause aumentano il rischio di tensioni muscolari, irritazioni tendinee e, in ultima analisi, anche di gomito del tennista o sindrome da stress ripetitivo (RSI, “braccio del mouse”).

 

Artigiani, installatori e lavoratori manuali

Le professioni caratterizzate da forti sollecitazioni meccaniche, come piastrellisti, meccanici o falegnami, comportano spesso l’uso di utensili vibranti o l’assunzione di posture forzate. Particolarmente problematiche sono le attività che richiedono un grande sforzo a livello dell’avambraccio e del polso. Lavorare costantemente con le braccia sollevate sopra la testa o con attrezzature pesanti può causare irritazioni alle inserzioni tendinee, soprattutto nella zona del gomito.

 

Musicisti e musiciste

Violino, chitarra, batteria o pianoforte: molti strumenti richiedono movimenti precisi e ripetitivi. Proprio questo sollecita in modo sproporzionato determinati gruppi muscolari del braccio. A ciò si aggiunge, sia per i professionisti che per i musicisti amatoriali, spesso un volume di esercitazione elevato senza tempi di recupero sufficienti. Il rischio di sovraccarico cronico è elevato.

 

Atleti: non solo con la racchetta

Il tennis, lo squash o il badminton sono considerati le cause classiche del “gomito del tennista”, da cui il nome. Tuttavia, anche sport come l’arrampicata, il canottaggio, il sollevamento pesi o il nuoto sollecitano fortemente i muscoli dell’avambraccio. Chi inizia l’attività senza un riscaldamento mirato o senza un corretto allenamento tecnico aumenta il rischio di microlesioni e irritazioni dei tendini.

 

Persone che si occupano delle faccende domestiche, giardinieri e appassionati del fai da te

Anche al di fuori della vita lavorativa si può verificare un sovraccarico cronico, ad esempio quando si dipinge, si puliscono le finestre, si estirpano le erbacce o si trasportano per ore le borse della spesa. Lo sforzo ripetitivo nella vita quotidiana viene spesso sottovalutato, soprattutto se effettuato in modo non ergonomico o unilaterale.

 

Tra i 35 e i 55 anni: l'età tipica

Le statistiche dimostrano che i disturbi tipici del “braccio del tennista” si manifestano più frequentemente nelle persone di età compresa tra i 35 e i 55 anni. A questa età, sebbene la muscolatura sia in linea di massima ancora efficiente, l’elasticità dei tendini e del tessuto connettivo diminuisce gradualmente, aumentando così il rischio di infortunio in caso di sollecitazioni prolungate.


Sintomi: come riconoscere il gomito del tennista

Non tutti i dolori al gomito sono sinonimo di “gomito del tennista”, ma ci sono alcuni segnali tipici che non vanno sottovalutati. Il “gomito del tennista” si sviluppa solitamente in modo graduale: all’inizio potreste avvertire solo un leggero fastidio o una sensazione di disagio durante determinati movimenti. Tuttavia, senza intervenire in modo mirato, i disturbi possono aumentare rapidamente e finire per limitare notevolmente la vita quotidiana.

 

Dolore nella parte esterna del gomito

Il sintomo principale è un dolore da sordo a lancinante nella parte esterna del gomito, proprio sopra la protuberanza ossea nota come epicondilo laterale. Inizialmente il dolore si manifesta solitamente solo sotto sforzo, ad esempio quando si trasportano oggetti, si sollevano pesi o si afferrano oggetti. In seguito può farsi sentire anche a riposo o durante la notte.

 

Rinforzo durante determinati movimenti

Una caratteristica tipica è che il dolore si intensifica quando si esercita una forza contro una resistenza, ad esempio quando si solleva un oggetto, si svita un barattolo o si stringe la mano a qualcuno. Anche digitare sulla tastiera o usare il mouse può provocare dolore.

 

Irradiazione all’avambraccio o al polso

In molti casi il dolore si irradia fino all’avambraccio o al polso. Ciò è dovuto al fatto che la muscolatura interessata è responsabile del movimento di estensione del polso e delle dita. Una sensazione di tensione lungo la parte esterna del braccio può indicare che l’irritazione si estende già oltre l’articolazione del gomito.

 

Perdita di forza e insicurezza nella presa

Un’altra indicazione: i movimenti di presa risultano più difficili o danno una sensazione di instabilità; anche le attività quotidiane più semplici, come tenere in mano una tazza o trasportare un cesto, diventano sgradevoli. In caso di irritazione avanzata, può verificarsi una perdita di forza percepibile.

 

Limitazione dei movimenti e postura compensatoria

Molte persone affette da questo disturbo cercano inconsciamente di evitare i movimenti dolorosi, assumendo così una postura compensatoria. Questa, a sua volta, può provocare tensioni nella zona delle spalle e del collo e causare nuovi problemi. In alcuni casi si verifica anche una vera e propria limitazione del movimento del gomito.

 

Gonfiore o sensibilità alla pressione

A volte la zona interessata può anche apparire leggermente gonfia o arrossata, soprattutto in caso di infiammazioni acute. Anche una leggera pressione con il dito sui punti di inserzione dei tendini può provocare dolore.


Cosa può aiutare? Trattamenti conservativi efficaci

Iniziamo con la buona notizia: nella stragrande maggioranza dei casi, il gomito del tennista può essere curato trattare con successo . È fondamentale intervenire tempestivamente, ricorrendo a una combinazione di riposo, esercizi mirati, calore e massaggi e ergonomia .

Qui scoprirete cosa funziona davvero – con spiegazioni scientificamente fondate e adatte alla vita quotidiana:


a) Esercizi di autoaiuto: attivi anziché passivi

Di norma, l’immobilizzazione totale non è consigliabile. Gli esperti raccomandano invece esercizi mirati e attivi che rafforzino la muscolatura, favoriscano la circolazione sanguigna e allevino l’irritazione. I seguenti esercizi si sono dimostrati efficaci:

  • Esercizi eccentrici, ad esempio l'abbassamento lento di un peso leggero con il polso disteso

  • Esercizi di allungamento per i muscoli dell’avambraccio (ad es. tirando le dita verso il basso con l'altra mano)

  • Il classico “strizzare l’asciugamano» – un movimento che migliora la forza di presa e la mobilità

  • Esercizi con il Therabandper rafforzare in modo mirato la muscolatura

Consiglio: esegui gli esercizi con regolarità, ma presta attenzione ai segnali del tuo corpo. È normale avvertire una leggera tensione, ma non un dolore intenso. In caso di dubbi, è consigliabile rivolgersi a un fisioterapista.

Potete trovare ispirazione anche qui: Cosa aiuta contro il mal di schiena?

 

b) Trattamenti di massaggio: rilassamento con effetto profondo

I massaggi sono tra i rimedi più diffusi in caso di disturbi muscolari e tendinei, e a ragione: alleviano le tensioni, stimolano il flusso linfatico e aumentano la circolazione sanguigna. Nel caso del gomito del tennista, sono utili:

  • Massaggi classici nell'area dei muscoli dell'avambraccio e delle spalle

  • Massaggi sui punti trigger per il trattamento mirato delle tensioni muscolari

  • Tecniche di shiatsu e deep tissue, utilizzate anche nelle poltrone da massaggio di alta qualità

Importante: Non massaggiare mai direttamente sulle inserzioni tendinee infiammate, ma nella zona circostante i muscoli interessati. Un ottimo complemento agli esercizi attivi.

Suggerimenti di lettura:


c) Calore, allungamento e misure ergonomiche

Soprattutto in caso di tensioni croniche, il calore può fare veri e propri miracoli: cuscini termici, impacchi di fango o una cabina a infrarossi favoriscono la circolazione sanguigna, rilassano la muscolatura e alleviano il dolore. In caso di riacutizzazioni infiammatorie, invece, è più efficace il freddo, ad esempio applicando un impacco freddo per pochi minuti, più volte al giorno.

Inoltre:

  • Allungate i muscoli dell’avambraccio regolarmente, soprattutto dopo lo sforzo fisico.

  • Organizza la tua postazione di lavoro in modo ergonomico: assicurati che il tavolo, la sedia e i braccioli siano all'altezza giusta e posiziona il mouse e la tastiera in modo che le braccia rimangano rilassate.

  • Evitate le posture forzate e fate delle pause per muovervi, almeno ogni 45–60 minuti.

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Le poltrone massaggianti possono aiutare in caso di dolori alle braccia?

La risposta breve: sì – in molti casi le poltrone massaggianti possono rappresentare un valido supporto nel trattamento del dolore alle braccia, soprattutto quando la causa o un fattore concomitante è rappresentato da tensioni muscolari.

Naturalmente una poltrona massaggiante non può sostituire un fisioterapista, ma offre un modo pratico, efficace e confortevole per trattare regolarmente le tensioni muscolari e prevenirle. Soprattutto in caso di disturbi causati da sollecitazioni unilaterali o da una postura scorretta, le poltrone massaggianti di qualità possono fare davvero la differenza.

 

Ecco come agiscono le poltrone massaggianti in caso di dolori alle braccia e alle spalle:

  • Rilassamento mirato dei gruppi muscolari contratti: molti dolori al braccio non hanno origine direttamente nel gomito, bensì nella zona della spalla e del collo, dove hanno origine importanti nervi e muscoli. Le poltrone massaggianti con tecniche shiatsu o di percussione alleviano efficacemente le tensioni in quest’area e sgravano le strutture coinvolte.

  • Stimolazione della circolazione sanguigna: i movimenti meccanici e la funzione di riscaldamento integrata (opzionale) stimolano la circolazione sanguigna e, di conseguenza, la rigenerazione dei tessuti e dei muscoli.

  • Riduzione dello stress: lo stress cronico può aggravare le tensioni muscolari. I momenti di relax regolari sulla poltrona da massaggio aiutano a calmare il sistema nervoso vegetativo, il che spesso ha anche un effetto positivo sui disturbi fisici.

  • Utilizzo a lungo termine, senza costi aggiuntivi: avere una poltrona massaggiante a casa propria offre il grande vantaggio di potersi sottoporre a trattamenti con regolarità, in modo personalizzato e senza lo stress degli appuntamenti. Questo è un grande vantaggio, soprattutto in caso di disturbi cronici.

Quale poltrona è particolarmente adatta?

Un buon esempio è la poltrona massaggiante MSW 300. Essa combina:

  • Tecnica dello shiatsu con massaggio sui punti di pressione

  • Massaggio ad aria per spalle e braccia

  • Funzione di riscaldamento

  • Programmi automatici per l'uso quotidiano

Una poltrona di questo tipo non può sostituire una terapia medica, ma la integra in modo ideale, soprattutto nell’ambito della prevenzione, del recupero e della cura di sé.

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Quando è opportuno rivolgersi al medico?

Per quanto l'autotrattamento, gli esercizi e i massaggi possano essere utili, non tutti i tipi di dolore al braccio si prestano all'autotrattamento. Esistono chiari segnali di allarme in presenza dei quali non bisogna esitare a rivolgersi a un medico. Infatti, dietro disturbi apparentemente innocui possono nascondersi patologie gravi che richiedono una diagnosi e una terapia medica mirate.

Ecco le situazioni più importanti in cui è assolutamente necessario consultare un medico:

 

Dolori improvvisi e intensi – soprattutto al braccio sinistro

Se il dolore si manifesta in modo improvviso, intenso e insolito, soprattutto al braccio sinistro, ed è eventualmente accompagnato da senso di oppressione al petto, difficoltà respiratorie, nausea o sudorazione, si deve sospettare un infarto. In questo caso: chiamare immediatamente il numero di emergenza (112) – ogni minuto è prezioso.

 

Disturbi sensoriali, intorpidimento o paralisi

Formicolio, intorpidimento o addirittura perdita di forza nel braccio o nelle dita possono essere sintomi di compressione o lesioni nervose, causate ad esempio da un'ernia discale nella colonna cervicale o da una sindrome da compressione. Quanto prima viene formulata la diagnosi, tanto migliore è la prognosi.

 

Grave limitazione dei movimenti o gonfiore

Se il braccio è gonfio, caldo o arrossato e riuscite a malapena a muoverlo, potrebbe trattarsi di un’infiammazione, di un’irritazione della borsa sinoviale o anche di un versamento articolare. Una visita medica e, se necessario, un esame di diagnostica per immagini (ad es. ecografia o risonanza magnetica) consentono di fare chiarezza.

 

Nessun miglioramento nonostante l'autotrattamento

Se state già facendo esercizi, ricorrendo a massaggi o avete riorganizzato la vostra postazione di lavoro in modo ergonomico e, nonostante ciò, dopo due o tre settimane i disturbi non migliorano o addirittura peggiorano, è il momento di sottoporsi a una visita medica. In caso contrario, il sovraccarico cronico potrebbe consolidarsi e causare problemi permanenti.

 

Incidente, caduta o lesione esterna

In caso di dolore a seguito di una caduta o di un trauma esterno, è sempre necessario sottoporsi a una visita medica per escludere fratture ossee, strappi ai legamenti o lesioni articolari. Anche se riuscite ancora a muovere il braccio, ciò non significa automaticamente che non ci siano lesioni.

Ecco perché: meglio andare dal medico una volta di troppo che una di meno. Se diagnosticate tempestivamente, molte cause del dolore al braccio possono essere trattate in modo efficace e duraturo, consentendovi di tornare a muovervi più rapidamente.


Prevenzione: come evitare il dolore

Una donna fa esercizi di stretching per il gomito del tennista

Una buona prevenzione è ancora più efficace di qualsiasi trattamento. Molte cause del dolore al braccio – in particolare i sovraccarichi come il gomito del tennista – possono essere evitate con misure semplici ma costanti nella vita quotidiana. Chi conosce i propri schemi di movimento, applica gli stimoli giusti e ascolta i segnali del proprio corpo, spesso può prevenire completamente i disturbi o almeno ridurli notevolmente.

Ecco la sua strategia personale contro il dolore:

 

Fare regolarmente esercizi di stretching e potenziamento

Gli esercizi di stretching mantengono la muscolatura elastica, prevengono l’accorciamento dei muscoli e migliorano la mobilità. È importante inoltre eseguire esercizi di rafforzamento per distribuire meglio lo sforzo, soprattutto a livello di avambracci, spalle e schiena. Bastano già 5–10 minuti al giorno per notare la differenza.

 

Allestimento di una postazione di lavoro ergonomica

Gran parte dei disturbi al braccio è causata da posture scorrette quando si sta seduti. Prestate attenzione a:

  • altezza corretta del tavolo e della sedia

  • Polsi in posizione neutra (non piegati!)

  • mouse e tastiera ergonomici

  • braccioli imbottiti

  • pause regolari (ad es. tecnica del Pomodoro: 25 min. di lavoro, 5 min. di movimento)

Cambiare posizione e fare delle pause

Sempre nella stessa posizione? È un vero e proprio veleno per i muscoli. Cambiate regolarmente posizione, stiratevi di tanto in tanto, alzatevi per un attimo o scuotete le braccia. I vostri muscoli hanno bisogno di questi piccoli momenti di sollievo, non aspettate che inizi a far male.

 

Afferrare, sollevare e spostare correttamente

Che si tratti di sport o di trasportare borse della spesa: imparate i movimenti corretti per evitare sollecitazioni errate. Quando sollevate qualcosa, fate leva il più possibile sulle gambe, non sulla schiena né solo con le braccia. Evitate di iperestendere i polsi ed evitate di stringere troppo forte quando svolgete lavori di precisione.

 

Riscaldamento prima dello sforzo fisico – anche nella vita quotidiana

Non è solo in palestra che dovreste fare riscaldamento: anche le faccende domestiche, il giardinaggio o i lavori manuali sollecitano la muscolatura. Un breve riscaldamento (ad es. movimenti circolari delle braccia, stretching) previene irritazioni e tensioni muscolari.

 

Ascoltare il proprio corpo – agire tempestivamente

Quando avvertite i primi sintomi: agite tempestivamente! Piccoli cambiamenti, pause intenzionali e un alleggerimento mirato vi aiutano a evitare che i disturbi diventino “cronici”.


In conclusione: trenta muscoli, zero disturbi – sarebbe proprio l’ideale!

Ogni giorno, nel braccio collaborano oltre 30 muscoli: un vero e proprio capolavoro della natura. Purtroppo, però, la loro resistenza non è infinita. Ma la buona notizia è questa: con un po’ di attenzione, gli esercizi giusti e piccoli cambiamenti nella vita quotidiana, potrete dare alle vostre braccia proprio il sostegno che meritano.

Quindi: non aspettate che il vostro gomito vi faccia male come dopo una finale del Grande Slam, ma intervenite per tempo. Che si tratti di esercizi di stretching mirati, di una postura migliore in ufficio o di una poltrona massaggiante rilassante la sera: le vostre braccia vi saranno grate per ogni sollievo.

Rimanete rilassati, ma senza trascurare la cura. E ricordate: non serve una racchetta da tennis per avere il gomito del tennista. Ma non serve nemmeno una ricetta medica per prevenirlo. Basta un po’ di movimento, attenzione e magari un massaggio ogni tanto. 

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Nota: questo articolo non sostituisce in alcun modo una consulenza medica. In caso di disturbi cronici, dolori acuti o patologie diagnosticate, in caso di dubbi è opportuno concordare l’uso con il proprio medico o terapeuta.

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